RIPENSARE (OGGI) IL WELFARE AZIENDALE DI DOMANI

L’uscita dal buio tunnel delle fasi più critiche della pandemia sta rimettendo in discussione gli approcci sin qui adottati nella definizione dei Piani di #welfareaziendale.

L’uscita dal buio tunnel delle fasi più critiche della pandemia sta rimettendo in discussione gli approcci sin qui adottati nella definizione dei Piani di #welfareaziendale. Più in generale, tutte le politiche di engagement sono oggetto di ripensamento, anche in vista del rientro negli uffici e della nuova “ibridazione” del lavoro tra prestazioni rese “in presenza” e “in remoto”.

 

Welfare Aziendale, #smartworking e politiche premiali non possono non tenere conto delle nuove consapevolezze che questi duri mesi trascorsi hanno fatto maturare nelle strutture e nelle persone.

L’emergenza sanitaria ci ha fatto scoprire le nostre diversità e le molte sfaccettature delle criticità personali e familiari.

Il WA standardizzato dalle piattaforme in stile e-commerce non regge più e lo stesso significato di “diversità” e “inclusione” si è fatto più ampio, meno clusterizzato: in una parola più personale.

Il WA, per essere “inclusivo” deve tenere conto di questo caleidoscopio di condizioni e di necessità e i beneficiari delle iniziative devono essere maggiormente considerati nelle loro individualità, personali e familiari.

 

Lo sforzo cui sono chiamati HR Manager e Provider – se attenti alla reale funzione del WA – è quindi quello di progettare in maniera “sartoriale” il menu dei servizi per ottenere efficacia e conseguenti “ritorni” (anche economici) dai programmi di benessere organizzativo.

La pandemia – pur distanziando in milioni di improvvisate “case-uffici” le persone un tempo raccolte nei luoghi di lavoro – ha paradossalmente avuto l’effetto di amplificare il senso di comunità, anche quello espresso dalle imprese (soprattutto da quelle che avevano saputo costruire contesti armonici). È stato così possibile riscoprire comuni destini e il valore di questa condivisione: in primis, quella di voler salvare la stessa impresa per la quale si lavora e con essa, appunto, il proprio lavoro.

 

Grande (e talvolta grandioso) è stato l’impegno profuso da manager e collaboratori e la ridefinizione dei Piani di WA equivale, adesso, ad un riconoscimento e ad una valorizzazione di questi sforzi.

La capacità di intercettare i bisogni, prima che questi si trasformassero in urgenze (se non in emergenze) ha qualificato le politiche di WA più attente che hanno usato questa “leva”, insieme ad altre, per tutelare maggiormente le persone proprio mentre si metteva in sicurezza anche la continuità aziendale.

 

Siamo orgogliosi di aver accompagnato i nostri clienti lungo questi percorsi che hanno posto le basi per la riprogettazione dei Piani di WA, irrobustendoli nel loro valore sociale ed al contempo dotandoli di una capacità di risposta più efficace, più condivisa e maggiormente rispettosa delle reali necessità dei lavoratori.

 

Per scoprire come ripensare il WA della tua azienda scrivi a: WelfareInsight@welfare4you.it

 

Prossima puntata: 27 ottobre 2021. Vi aspettiamo!

 

Per rileggere i nostri “Welfare Insight”: https://www.welfare4you.it/blog/

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