REPORT ASSOLOMBARDA

OSSERVATORIO WELFARE AZIENDALE

Quarto appuntamento con il Report dell’Osservatorio WA di Assolombarda del quale Welfare4You fa orgogliosamente parte condividendo le informazioni sui trend del settore nel quale opera come Provider nazionale e a capitale interamente italiano.

Alcune evidenze dal recente rapporto:

  • sale l’incidenza del WA nei contratti depositati per la defiscalizzazione dei PdR (quasi 6 sei su 10 includono l’opzione WA)
  • sul campione Assolombarda il WA è presente in un’azienda su quattro
  • aumenta la spesa individuale in WA e cresce il riscorso al “secondo pilastro” sanitario
  • il WA è fra le prime tre materie più ricorrenti nella contrattazione aziendale

Questo il link per scaricare l’intero documento:

https://www.assolombarda.it/centro-studi/osservatorio-welfare-assolombarda-anno-2020

Estraiamo alcuni passaggi dal Report 2020 dell’Osservatorio Welfare Aziendale di Assolombarda.

L’emergenza causata dal Covid-19 ha avuto creato una situazione di grande criticità per molte imprese nel 2020: non sorprende quindi che, per la prima volta, stando ai dati sugli accordi depositati presso il Ministero del Lavoro, il loro numero registri una flessione (- 6,8% rispetto al 2019). In questo quadro appare quindi particolarmente indicativo che il tasso di diffusione, ovvero la percentuale degli accordi con contenuto di welfare aziendale, registri un aumento, salendo al 59,7% dal 52,9% del 2019.

L’indagine sul lavoro offre un quadro del fenomeno per le province di Milano, Monza, Pavia e Lodi. Nel 43,8% delle quasi 650 aziende (con 110 mila dipendenti) che hanno partecipato alla rilevazione risulta vigente un accordo di secondo livello e, tra queste, più della metà (il tasso di diffusione è del 53,5%) regolamenta la materia del welfare. In pratica, sull’intero campione, il welfare aziendale è presente in un’azienda su quattro (23,4%).

Il fenomeno assume dimensioni ancora più significative se, oltre al suo carattere estensivo (vale a dire la percentuale di imprese interessate) si considera quello intensivo, vale a dire la quota di lavoratori che possono usufruire di tale opportunità sul totale in forza nelle aziende considerate: ben 65,4%, ossia 70 mila sui 110 mila complessivi.

Nel 2020 i lavoratori hanno mediamente potuto disporre di importi stimabili mediamente in 780 euro (in lieve contrazione dai quasi 800 del 2019, ma in compenso è salita la propensione di spesa (a 76,5%, dal 74,4%). L’effetto complessivo è stato un aumento dell’importo effettivamente speso in welfare: 596 euro in media per lavoratore, +1,1% rispetto ai 589 euro rilevati nel 2019.

Nel 2020 la misura che registra le dinamiche più significative è l’assistenza sanitaria: non a caso, nell’anno dell’emergenza sanitaria creata dalla pandemia di Covid-19. Da un lato raddoppia (al 58%, dal 30% del 2019) la presenza nei pacchetti offerti dai provider, dall’altro aumenta specularmente (al 12%, dal 9% di un anno prima) la domanda di servizi di assistenza sanitaria da parte dei lavoratori e dei loro familiari.

La materia più regolata dalla contrattazione di secondo livello risulta essere quella dei premi di risultato collettivi, presenti in quasi due accordi su tre (63,8%), ma il welfare aziendale, nelle varie forme (conversione dei premi di produzione, welfare in top, ecc.) ha raggiunto ormai le prime posizioni della graduatoria: con un tasso di diffusione del 53,5% è infatti al terzo posto, non distante dal 56,5% dell’orario di lavoro.

Quasi la metà degli accordi (49,1%) regolamenta altre materie legate in generale al benessere lavorativo come la conciliazione vita lavoro e lo smart working, mentre una percentuale di poco inferiore (46,5%) tratta del tema dei protocolli di sicurezza e il 35,8% della formazione.

La seguente Figura visualizza la graduatoria completa, che vede agli ultimi posti materie importanti ma per il momento ancora raramente presenti, come coinvolgimento paritetico (6,7%), partecipazione agli utili (2,6%) e invecchiamento attivo (2,2%)

elaborazione Centro Studi Assolombarda su Indagine sul lavoro

I dati raccolti confermano quindi che il welfare aziendale è ormai una delle materie più presenti tra quelle regolamentate dai contratti aziendali: è presente nel 53,5%, degli accordi vigenti tra le aziende associate ad Assolombarda che hanno partecipato all’indagine.

Il budget (medio per lavoratore) di spesa in welfare aziendale è salito di un ulteriore +1,1% (dai 589 euro del 2019 ai 596 del 2020), dopo il +6,3% dello scorso anno.

elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati provider

Il progresso dal 2017 (quando l’Osservatorio aveva registrato 515 euro) sfiora il +16%.

Nell’anno è stato speso il 76,5% del budget totale allocato a welfare, in ulteriore crescita rispetto al 75% sfiorato nel 2019 e al 71% nel 2018. Considerando che il 76,5% speso corrisponde a 596 euro, significa che mediamente il 100% messo a disposizione del lavoratore nel 2020 corrisponde a 780 euro: un importo sostanzialmente allineato ai 781 del 2018 (di cui i 554 euro rappresentano il 70,9%) anche se in lieve calo rispetto ai 791 euro del 2019 (di cui 589 euro rappresentano il 74,4%).

Questo il link per scaricare il Report 2020 integrale:

https://www.assolombarda.it/centro-studi/osservatorio-welfare-assolombarda-anno-2020

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Prossima puntata: 21 aprile 2021. Vi aspettiamo!

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