I NUOVI PERCORSI DEL WELFARE AZIENDALE

SCENARI PER IL WELFARE POST COVID

Il lavoro, dopo la salute, è il grande tema del dibattito anche perché, con la cessazione della protezione emergenziale assicurata dal blocco dei lincenziamenti e dalle massicce dosi di CIG ciò che purtroppo si attende è uno tsunami occupazionale.

Tra i lavoratori la preoccupazione è grande e proprio per questo i segnali, anche minimi, che le aziende lanciano in questo periodo hanno un significato ancora più grande. Piccole attenzioni equivalgono a grandi speranze e alla conferma che, per il futuro, l’azienda sarà ancora lì a dare lavoro e sostegno.

Un segno tangibile di questa resilienza è il Welfare Aziendale (WA). Cosa sta accadendo su questo fronte?

Tanti sono stati i casi virtuosi riportati dai media in questi lunghi drammatici dodici mesi che ci hanno raccontato delle reazioni aziendali per contrastare l’emergenza sul fronte “sociale”.

Si tratta di imprese nelle quali erano già presenti Piani di Welfare Aziendale (PWA) che sono stati contestualizzati rispetto alle nuove necessità grazie all’attivazione di sistemi di “ascolto” dei bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici e che hanno avuto il pregio di rafforzare il legame tra la singola impresa e le persone che vi lavorano.

Ma si tratta anche di aziende, non poche, nelle quali le policy di WA non erano presenti, se non nella versione “produttivistica”, quella associata alla possibile conversione del Premio di Risultato (PdR) in beni e servizi di WA.

In queste imprese proprio l’introduzione di questa opportunità, negli anni precedenti, aveva già fatto comprendere che la stabilizzazione degli interventi di WA sia la chiave di volta per poter garantire reali sostegni che, per essere tali, non possono essere collegati unicamente all’aleatorietà del PdR (basterà pensare alla sorte di quelli previsti per l’esercizio 2020 che versomilmente ed in moltissimi casi nel 2021 non potranno essere erogati perché, a causa della crisi scatenata dalla pandemia, i target previsti non saranno stati centrati).

Il “nuovo” Welfare Aziendale

Durante la “Fase 1” e poi in questa lunghissima “Fase 2” della pandemia, le aziende hanno scoperto che molti servizi prescelti dai lavoratori in tempi normali sono risultati inutilizzabili e che sono a rischio di non utilizzazione anche in futuro.

Palestre, campus estivi, servizi legati allo svago sono solo alcuni degli esempi possibili di ciò che avrebbe potuto essere e invece non è stato (o non sarà ancora per un bel po’).

In questo quadro, l’azione di supporto consulenziale ed operativo dei Provider meno orientati a formule di servizio incentrate su menu standardizzati di flexible benefit – la cui articolazione è spesso lasciata ai singoli lavoratori senza troppe informazioni e secondo logiche simili a quelle dei portali dell’e-commerce – si è rivelata assai utile perché ha consentito proprio la contestualizzazione dei programmi di WA che sono stati adattati alle nuove esigenze rafforzandone il significato “sociale” e quindi il valore percepito dai loro beneficiari.

Welfare4You ha attivato uno specifico servizio (“Welfare Journey”) per affiancare le imprese in questa fase realizzando interventi – tramite tutorial e webinar specifici – in grado di accompagnare i beneficiari dei PWA nella ricerca e nell’attivazione delle soluzioni migliori.

Più in generale, nel “nuovo Welfare Aziendale” hanno trovato spazio:

  • polizze assicurative specifiche a copertura dei costi derivanti dall’eventuale contagio da Covid-19 (estese ai familiari dei lavoratori)
  • servizi di sostegno all’istruzione erogati online (lezioni, ripetizioni, programmi ludico-educativi)
  • servizi di formazione extraprofessionale online (ad esempio i corsi di lingue straniere)
  • servizi di counseling psicologico e genitoriale (anche pedagogico) per il miglior coordinamento dei ritmi familiari e del lavoro (da casa)
  • servizi di assistenza con consulti sanitari in video-call
  • servizi di sostegno ai caregiver informali (i familiari di persone conviventi non autosufficienti)
  • corsi di digital detox (per il contrasto delle conseguenze del “lavoro da remoto”)
  • servizi di disbrigo di attività domestiche
  • corsi sportivi online (“palestre web”)
  • incrementi dei “Conti Welfare” per accrescere il sostegno salariale “netto” finalizzato a spese per istruzione (anche per l’acquisto di device), baby-sitter, asssitenza agli anziani.

 

L’azienda si fa “luogo”

La capacità di riorientare il PWA tenendo conto delle nuove esigenze che la pandemia ha espresso ci dice una cosa importante: evidenzia un sostrato culturale nel quale la propensione a creare ambienti di lavoro in cui l’azienda è vista come punto di riferimento si associa al ruolo dell’impresa intesa come soggetto in grado di accrescere il senso di appartenenza e di farsi “luogo” nel quale aggregare, responsabilmente, le esigenze della continuità di business con quelle delle persone che la rendono possibile.

Queste imprese hanno mantenuto tesa la corda che le lega alle persone che vi lavorano ed ai territori in cui operano e sarà bene ricordare che “corda”, in latino, è anche “fides”, da cui il primo requisito per uscire vincenti da qualsivoglia crisi: la fiducia.

Proprio questo essenziale “capitale sociale” – già indebolito dalla lunga crisi finanziaria dello scorso decennio – rappresenta oggi l’arma principale con cui molte imprese stanno provando a tenere in piedi le loro attività e in questo senso il WA è un potente alleato della resilienza da mettere in campo.

È ancora una volta l’attenzione al benessere organizzativo (a cominciare dalla sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro) a fare la differenza per costruire un nuovo “patto” capace di andare oltre il semplice scambio prestazione/salario.

Lavoro, salute e benessere individuale e collettivo, in futuro, saranno ancor più strettamente tra loro connessi in quanto hanno la stessa natura di fondo: esprimono – prima ancora che dei diritti fondamentali – dei bisogni insopprimibili delle persone, senza la cui piena e contemporanea sussitenza non possono dirsi soddifatti. Ancora una volta il WA è un “pilastro” della cui edificazione e del cui rafforzamento non potrà farsi a meno.

Formazione al Welfare Aziendale

Un’altra imprescindibile misura di welfare che in futuro dovrà essere sempre più assicurata è il long life learning – come strumento di tenuta dell’employability delle persone – perché le transizioni lavorative saranno ancora più frequenti e possibili in futuro. Una strategia di people management che non includa questo tema sarebbe miope ed un piano di WA che non includa questo tipo di percorso (oltre a quanto previsto dai contratti di categoria) potrebbe rilevarsi, nel tempo, gravemente deficitario.

E non è solo la formazione in vista del rafforzamento della propria capacità di generare reddito, tramite il lavoro, a dover essere considerata nello scenario prossimo venturo.

Il reddito ed il proprio profilo economico, nel panorama fitto di incertezze che ci attende, dovrà poter essere rafforzato non solo con misure dirette (delle quali il WA, inteso come strumento di sostegno, è una tra quelle possibili), ma dovrà includere misure come, ad esempio, la formazione finanziaria perché è a tutti ben noto come in Italia il grado di conoscenza media della materia sia basso ed è facilmente ipotizzabile che in un panorama incerto come quello che ci attende per i più sarà molto (o ancor più) difficile orientarsi. I PWA più avanzati la prevedono e la associano ad un’altra area formativa della quale ora diremo.

In futuro assisteremo ad una più diffusa presa di coscienza che “fare welfare” in azienda non potrà prescindere dalla formazione dei beneficiari ad un suo “uso” più consapevole e lungimirante. In gioco c’è l’accrescimento della capacità di allocare con razionalità e lungimiranza i budget individuali messi a disposizione dal PWA al fine di dare robustezza, nel tempo, ai singoli interventi e garantire un maggiore “ritorno” allo stesso investimento che l’azienda ha effettuato costruendo il suo percorso di WA.

Anche questo aspetto è stato considerato dalla nostra proposta operativa e l’interesse mostrato dalle aziende e dai lavoratori, come anche dal sindacato, ci spinge al continuo perfezionamento della nostra azione per rafforzare il nostro posizionamento come Provider capace di creare con le imprese reali partnership basate su quello “spirito di servizio” che dimostriamo ogni giorno alle Persone che lavorano per i nostri Clienti.

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